Associazione I Lamberti - Associazione Pro Forum e Parco della Fantasia di Omegna

“L’Anima delle Forme”, di Annibale Lanfranchi

Forum di Omegna (VB), 1 maggio – 29 maggio 2022

Inaugurazione domenica 1 ​maggio 2022 al Forum di Omegna, ore 16.00

A cura di Giulio Martinoli Roberto Ripamonti 

Un giorno mi sono trovato tra le mani una reticella metallica, sottile, duttile, ma di un certo nerbo – spiega Annibale Lanfranchi – e mi sono messo a modellarla. La trasparenza permetteva di apprezzare gli spessori e gli sviluppi dell’opposta superficie. Poi, spalmando sopra un po’ di gesso, solidificavo la forma”. Lanfranchi è un disegnatore sicuro, alla mostra […presso la Galleria Bergamini…] sono stati esposti vari nudi, sciolti e nervosi. Con le reticelle poteva disegnare nello spazio, in tre dimensioni. E ne sono venute queste sculture bronzee, che non sono veriste e neppure realiste, eppure esprimono intensamente la massa, l’elasticità, l’energia, l’ansito, gli struggimenti, le sofferenze del corpo, anche se teste, mani, piedi non appaiono definiti. Idee, emblemi, sintesi dell’uomo.

E poiché le superfici non sono chiuse, ma costituite come da un morbido foglio che si accartoccia e si scioglie sinuosamente, si intravede l’interno, sinuoso, buio: caverne di noi, che si aprono con strane slabbrate conturbanti bocche tenebrose. Ne deriva una sensazione di leggerezza che paradossalmente non diminuisce affatto il dilaniato vigore delle approssimate membra. In dimensioni molto maggiori, collocate, per esempio, in un recondito angolo di parco, io penso che si accorderebbero straordinariamente con la natura vegetale, portandovi una autoritaria presenza. Una singolarità: Lanfranchi è appassionato di psichiatria e tra gli psichiatri ha parecchi amici: due dei quali, accanto al critico Mario De Micheli e al poeta Sandro Sinigaglia, sono intervenuti per presentarlo nel catalogo: Diego Napolitani e Pier Francesco Galli.

Dino Buzzati (in  Il Corriere della sera, 28 ottobre 1970)

ANNIBALE LANFRANCHI

Annibale Lanfranchi è nato a Omegna nel 1923.
Figlio e fratello di scultori. Il padre, che se n’era andato quattordicenne a Milano in cerca di fortuna e di lavoro e aveva studiato a Brera per ben cinque anni, era stato uno tra i più noti e apprezzati artigiani della zona nella lavorazione del marmo e del granito. Il fratello, morto in guerra giovanissimo, era dotato di uno straordinario talento artistico. La sua morte e la sua influenza lasciarono una traccia incancellabile sulla carriera del futuro artista. 

Annibale Lanfranchi ha incominciato a modellare e a scolpire intorno ai quindici anni, iniziando praticamente da autodidatta la sua lunga professione artistica. Dopo il periodo di apprendistato trascorso a Omegna, ha vissuto e lavorato a Milano per circa quarant’anni, con studio dalle parti di via Paolo Sarpi, ritornato a Omegna in quello stesso laboratorio paterno che divenne il suo studio.  Lanfranchi è noto, tra l’altro, per essere l’autore di molti monumenti pubblici, oltre che dei cosiddetti CARTOCCI che tra gli anni sessanta e settanta consacrarono durevolmente la sua fama artistica. Ma non è noto solo per questo. Ha anche sempre svolto parallelamente una proficua, e per la sua stessa formazione artistica importantissima e decisiva, attività didattica.

È stato infatti per venticinque anni docente e animatore di atelier di scultura presso diverse cliniche psichiatriche, fra cui il Centro di Igiene Mentale, collaborando con alcuni dei medici più progressisti, e affermandosi come uno dei più validi sperimentatori delle tecniche di terapia dei disturbi mentali attraverso l’espressione artistica.
Tra gli anni cinquanta e settanta pressoché tutti i maggiori critici italiani gli hanno dedicato degli scritti. Anche parecchi scrittori hanno parlato di lui, tra cui Dino Buzzati. Molte sue opere sono collocate in luoghi pubblici e collezioni private a Milano, Roma, Torino, Bologna, Venezia, Napoli, Palermo, Bari, Isola del Giglio, Chicago, Bellinzona, Zurigo, Locarno, Parigi, Colonia, Bonn, Monaco di Baviera, Tokyo, Toronto. Ha esposto le sue opere  in Italia, Francia, Germania, Stati Uniti.

La mostra al FORUM di Omegna in occasione dell’inaugurazione dei due grandi rilievi in bronzo di Annibale Lanfranchi, che hanno così trovato un’adeguata collocazione nell’ex ferriera Cobianchi, è un omaggio alla sua arte e costituisce un avvenimento certamente notevole e atteso, non solo per la città di Omegna.

Giulio MartinoliOmegna, 1 maggio 2022

Associazione I Lamberti - Associazione Pro Forum e Parco della Fantasia di Omegna
Associazione I Lamberti - Associazione Pro Forum e Parco della Fantasia di Omegna

I due rilievi in bronzo, che misurano m. 1,80 x 4,50 cadauno, furono commissionati ad Annibale Lanfranchi nel 1955 dall’imprenditore Renato Bialetti, per decorare il suo ufficio nella sede del nuovo stabilimento Bialetti di Omegna. Erano quelli i primi anni di successo della caffettiera Moka Express e Paul Campani disegnava il celebre Omino coi baffi, divenuto il logo aziendale.

Nel primo rilievo sono rappresentati i passaggi essenziali delle lavorazioni di fonderia: il forno di fusione, la secchia di colata del metallo liquido, l’estrazione dei lingotti dagli stampi. Nel secondo rilievo, invece, sono rappresentati alcuni prodotti finali derivati dalla lavorazione dei metalli: il cannone, la campana, l’ancora. Se il cannone e la campana possono alludere rispettivamente alla guerra e alla pace, non si può escludere che l’ancora (unico dei tre manufatti davvero realizzato a Omegna dalla Metallurgica Cobianchi) intenda elevarsi a simbolo di salvezza.

Stilisticamente, i rilievi mostrano un linguaggio robusto, monumentale, che esprime bene la forza e la dignità degli operai. Una dignità che si lega al lavoro e, conseguentemente, al ruolo centrale dell’operaio nella vita e nell’economia della comunità. Lanfranchi rinuncia alla definizione dei particolari per focalizzare l’attenzione sulla vigorosa plasticità e sulla intrinseca espressività dei nudi in movimento, evocando ricordi rinascimentali come la Battaglia dei Nudi del Pollaiolo, insieme a suggestioni contemporanee.

Tra gli scultori moderni che esercitarono una tangibile influenza su Lanfranchi annoveriamo Arturo Martini, Auguste Rodin, Henry Moore e, più di tutti, Marino Marini. Il suo interesse per questi scultori è confermato dalle monografie e dai cataloghi custoditi nel suo laboratorio ad Omegna, in Via Fratelli di Dio. Il laboratorio custodisce anche le fotografie di due studi in terracotta, relativi ai rilievi in bronzo per Renato Bialetti.

I bronzi vennero fusi a cera persa presso la fonderia F.lli Carnelli di Milano, come attesta il bollo incusso nel secondo rilievo. Dalla medesima fonderia uscirono opere illustri, come la scultura in bronzo di Odoardo Tabacchi (1867) con Ugo Foscolo che consola l’Italia; le sculture in bronzo di Attilio Strada (1922) per il Monumento ai Caduti di Fenegrò; la statua in bronzo di Francesco Confalonieri (1924) per il Monumento ai Caduti di San Cipriano Po; e la tomba Enghelmayer di Ettore Archinti (1929) per il Cimitero Maggiore di Lodi.

I due rilievi di Annibale Lanfranchi hanno trovato un’adeguata collocazione nell’ex ferriera Cobianchi, fondata nel 1857 da Vittorio Cobianchi. La storica industria metallurgica vanta già un solido legame con l’arte italiana, poiché fornì il metallo necessario alla ricostruzione del campanile di San Marco a Venezia, dopo il crollo del 1902.

Prof. Marco di Mauro, Perito di pittura napoletana – Ruolo Periti ed Esperti n. 2470, Giornalista e critico d’arte, Docente di Storia dell’Arte

Associazione I Lamberti - Associazione Pro Forum e Parco della Fantasia di Omegna
Associazione I Lamberti - Associazione Pro Forum e Parco della Fantasia di Omegna

Comune di Omegna
Il Sindaco Paolo Marchioni
L’Assessore alla Cultura Sara Rubinelli

Mostra a cura di
Associazione Culturale “I LAMBERTI”

Coordinatori dell’evento: 
Giulio MartinoliRoberto Ripamonti

Fotografie
Giorgio Scalenghe

Progetto grafico
Andrea Morisetti

Si ringrazia:

Il Comune di Omegna
Il Forum di Omegna